ABITARE IN SILENZIO, ABITARE IL SILENZIO

«Uomo che ami parlare molto: ascolta e diventerai simile al saggio. L’inizio della saggezza è il silenzio». Questo ammonimento è attribuito a Pitagora, vissuto nel VI Sec. a.C., e – in fondo – potrebbe consolarci: da sempre siamo più propensi a parlare che non ad ascoltare. Produciamo contenuti, si direbbe oggi, ma poi siamo in grado di fermarci per raccogliere, cogliereaccogliere quel che ci visita? Ascolto e accoglienza sono due ingredienti chiave nell’esperienza di Rondine e hanno come premessa proprio la capacità di rimanere in silenzio. Per questo, a chiusura di ciascuna giornata del YouTopic Fest (9-11 giugno) gli organizzatori hanno pensato di far tacere tutto per mezz’ora nel piccolo borgo sull’Arno. Un segno intelligente, per dire che la città – grande o piccola che sia – ha bisogno anche del silenzio, per poter essere abitata più umanamente, perché ci sia più ascolto, perché gli incontri siano meno distratti, perché i conflitti possano essere affrontati. Ci saranno molti modi per vivere quell’occasione di raccoglimento. Qualcuno lo farà anche in solitudine, e per queste persone è pensato il piccolo strumento di accompagnamento che propongo qui. Che, volendo, si può utilizzare anche altrove, nello spazio e nel tempo.

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Amoris LAETITIA. un rapporto con la "legge" da ritrovare

Come era prevedibile l’esortazione apostolica Amoris Laetitia sta facendo discutere. E, progressivamente, c’è da augurarsi che faccia anche pensare. Si tratta di un testo piuttosto lungo, che invita alla rilettura. Naturalmente non stanno mancando voci frettolose, specialmente nell’esegesi di alcuni punti molto attesi che riguardano le relazioni affettive: più di qualcuno è corso a leggere la sezione dedicata alle situazioni “irregolari”, con l’ansia di ribadire che non c’è nulla di nuovo, nessuna “concessione”, nessuna norma abrogata. C’è invece indubbiamente qualcosa di nuovo, fosse anche solo il fatto che l’aggettivo “irregolari” è posto sistematicamente tra virgolette, a differenza che in Familiaris Consortio. Ma c’è soprattutto qualcosa di antico, e da questo punto di vista l’esortazione si direbbe compiere una manovra molto più ampia, quasi invitando a superare quella miopia che fa dire “tradizione” guardando solo ad alcuni aspetti dell’impostazione morale che si è affermata (anche nella Chiesa) a partire dalla modernità e soprattutto in reazione alla postmodernità.

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Non GIUDICARE. A proposito di atteggiamenti

Una delle problematiche che incontro più spesso riflettendo con i professionisti dell’aiuto – Assistenti sociali, Counselor, Coach, Educatori – e con chi si sta formando per diventarlo, è la comprensione di cosa si debba intendere per “atteggiamento non giudicante”. Il Codice deontologico degli Assistenti Sociali ne parla così: «Nell’esercizio delle proprie funzioni l’AS, consapevole delle proprie convinzioni e appartenenze personali, non esprime giudizi di valore sulle persone in base ai loro comportamenti» (Titolo II,9). È una indicazione molto simile alla tradizionale raccomandazione affidata ai confessori: saper distinguere tra il peccato e il peccatore. Una distinzione forse limpida a enunciarla, ma decisamente più complicata da tradurre concretamente. Perché in qualche misura – e questo è il nucleo della questione – noi siamo proprio quello che scegliamo di fare…

 

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TRIESTE VERSO LE URNE. DELLE PRIMARIE, INTANTO

Pur vivendo nel mondo etereo e difficilmente localizzabile della filosofia, sto seguendo con curiosità l’avvicinarsi delle primarie del Partito Democratico a Trieste, in vista del prossimo rinnovo dell’amministrazione comunale. Quella che potrebbe sembrare una piccola liturgia di partito o di coalizione – ovunque venga avviata – è in realtà molto spesso una interessante finestra per capire cosa succede all’interno dei diversi schieramenti. E credo sia una cosa tutto sommato utile per i cittadini, soprattutto in tempi di voto maggioritario, in cui alla fine non si va tanto per il sottile e le differenze (interne alle parti contendenti) rischiano di essere cancellate.

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