Aristotele diceva che non si studiano le virtù per sapere cosa siano, ma per "diventare buoni", altrimenti il proprio lavoro sarebbe inutile. È il mio modo di esplorare l'antropologia e la filosofia morale, perché penso che avere la possibilità di studiare in profondità (per professione) comporti anche la responsabilità di tradurre cose complesse in sintesi comprensibili e cose astratte in suggerimenti concreti per provare a rendere migliore la vita ordinaria. Basterà questo a renderci "più buoni"? Certamente no. Ma può essere un inizio...

Gli ULTIMI LIBRI


Virtuale è reale.

Aver cura delle parole per aver cura delle persone

 

In quanti modi si può commentare il Manifesto della Comunicazione non Ostile? In tantissimi, perché i "principi" sono fatti proprio per osservare meglio quel che accade nella dimensione online, per ritrovare esperienze personali e per discuterne insieme. Il libro propone 10 percorsi: vicende di cronaca e particolari che emergono dall'analisi antropologica si intrecciano, per riflettere in modo lieve ma concreto. Lo trovate qui: https://www.paoline.it/news/novita-libri/3451-virtuale-e-reale.html


Scusi per la pianta.

Nove lezioni di etica publica

 

Ovunque accadono piccoli episodi che ci richiamano al "senso di responsabilità", ma spesso dopo la prima impressione ritorniamo alle nostre faccende senza lasciarci provocare. Se però ci prendessimo solo pochi minuti in più scopriremmo che in pochi passi ogni cosa che ci colpisce può accompagnarci più in profondità. Fino, anche, a scoprire qualcosa di nuovo di noi stessi.

Approfondimenti, recensioni e altro li trovate qui: https://www.utetlibri.it/libri/scusi-per-la-pianta/


La parola amica.

Sulle tracce della voce di Gesù

 

Non tutte le parole risuonano allo stesso modo dentro di noi. Alcune ci ispirano, altre - alla prova dei fatti - risultano ingannevoli, altre ancora invece si rivelano di aiuto concreto. I cristiani dei primi secoli ritenevano che decifrare le "voci" dell'interiorità fosse il modo per continuare a incontrare Gesù di Nazareth. Iil libro ripercorre queste loro scoperte, che hanno insegnato molto all'antropologia e alla psicologia della cultura occidentale. Lo trovate qui: https://www.monasterodibose.it/edizioni-qiqajon/

L'ULTIMO POST


Il signor Vaticano e la signora Italia

Tempo di lettura: 8 minuti

La nota del Vaticano al Governo italiano sul DDL Zan ha fatto rumore. Ho scorso molti post e tweet per provare a cogliere i modi che stanno caratterizzando la discussione, a partire da un punto fermo, e cioè l’ispirazione dell’iniziativa di legge, che è quella di sostenere una cultura del rispetto per le persone, indipendentemente dalle loro idee, dalle loro scelte e dalle loro appartenenze.

Rispettare qualcuno quando si condivide quel che pensa o propone è facile. Il difficile è farlo quando non si è d’accordo su qualcosa, quando le prospettive dell’altro ci sembrano sbagliate o addirittura dannose. Ma è questo il banco di prova dell’etica e della cittadinanza: discutere, approfondire e convincere, venir conviti o rimanere fermi sulle proprie posizioni; discutere e misurarsi con successi o sconfitte nelle sedi parlamentari o in altri contesti. Il tutto sempre tenendo fermo il rispetto per l’altro.

Cos’è allora questo “rispetto” nei frangenti di dissenso? In cosa lo possiamo vedere concretamente, plasticamente?

Provo a metterlo a fuoco in un post un po’ lungo, partendo proprio da alcuni aspetti del dibattito sollevato dalla nota del Vaticano.

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